Professioni dei beni culturali: le modifiche al codice approvate alla Camera

Nonostante una visione diffusa che negli ultimi anni ha teso a considerare la cultura come un lusso e che in un periodo di recessione dovrebbe essere una spesa da ridurre, la cultura è un asset importante per reagire alla crisi, grazie cui competere, puntando su innovazione e qualità, con un effetto positivo sul PIL. Il nostro paese soffre di una scarsa valorizzazione del lavoro di chi opera nel settore culturale ed è importante porre la soluzione di tali problemi al centro dell’agenda politica e del legislatore.

Il testo approvato alla Camera prevede che gli interventi operativi di tutela, protezione, conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali siano affidati alla responsabilità e all’attuazione di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali, storici dell’arte. 
Presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo saranno istituiti elenchi nazionali nei quali dovranno iscriversi i professionisti – ad eccezione dei restauratori di beni culturali e dei collaboratori restauratori di beni culturali. Questi ultimi saranno individuati con un decreto interministeriale.

Gli elenchi saranno pubblicati nel sito del MIBACT: essi non costituiscono un albo professionale e la non iscrizione negli stessi non preclude la possibilità di esercitare la professione.

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