Presentata un’interrogazione ai Ministeri dell’Istruzione e dello Sviluppo sul DTT (Divertor Tokamak Test)

Insieme al collega on. Gianluca Benamati ho depositato un’interrogazione ai Ministri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dello Sviluppo Economico in merito al Divertor Tokamak Test (DTT) facility, iniziativa di ricerca sulla progettazione di un’infrastrutta destinata ad arginare il problema dell’energia da fusione e al controllo del calore generato e che è in grado di riprodurre i parametri operativi di un reattore, seppur com’è ovvio in scala ridotta.

Stiamo parlando di un investimento di circa 500 milioni di euro senza aggravio sul debito pubblico, con ricaduta occupazione sia per la costruzione che per la sperimentazione, con vantaggi riscontrabili per molti decenni.

Lo scopo principale del progetto del reattore DTT è dimostrare la possibilità di generare energia elettrica tramite la reazione di fusione nucleare a costi competitivi; nonostante questo il DTT non risulta essere presente nella lista dei finanziamenti del programma nazionale per le infrastrutture di ricerca, redatto dal Ministero dell’istruzione.

Nel campo degli studi e delle ricerche condotti in Italia sulla fusione termonucleare controllata, il Ministero dello Sviluppo Economico negli ultimi anni ha già finanziato il progetto «Broader Approach» che consiste nella progettazione e nella costruzione di componenti ad alto contenuto tecnologico, per un importo di 90 milioni di euro, somma per la quale il Ministero ha garantito e completato la parte di finanziamento di propria spettanza per un importo di 50 milioni di euro;

La DTT viene considerata dall’industria italiana un progetto di alto valore strategico nel percorso virtuoso intrapreso che ha permesso di ottenere grandi successi nella realizzazione di ITER.

Si ricorda che ad oggi si sono ottenuti contratti per quasi un miliardo di euro pari a oltre il 55%di quanto assegnato – oltre che un progetto essenziale per non disperdere, per l’ennesima volta in Italia, un prezioso patrimonio di know-how.

Per quale motivo il Ministero dell’istruzione continua ad immobilizzare risorse sul progetto risalente a oltre 40 anni fa, che da oltre due decenni è fuori dalla linea strategica e programmatica dell’Europa e sul quale risulta non esserci alcun interesse da parte della comunità scientifica italiana impegnata sulla fusione?
(5-10097)

2 Commenti

  1. Gentile Onorevole, mi permetto di interloquire sul merito della sua interrogazione e farle notare alcuni punti:
    1 Il programma europeo Iter e’ in fieri da 30 anni, una storia di tale programma e’ molto interessante, a sua disposizione per parlarne… e anche molto sconfortante, lo stato odierno e’ tale che neppure il progetto e’ completo e quindi di costruibilita’ incerta… assorbe una montagna di denaro e tiene in piedi una straripante e strapagata burocrazia scientifica (Barcellona F4E, Garching EFDA, Cadarache Edifici di Iter) spendendo e spandendo soldi ed e’ ormai come il Corano e la Biblioteca di Alessandria… nello scoraggiare qualunque altra impresa nuova…
    2 Ignitor nello stato attuale e’ anche lui vecchio di 30 anni, ma costerebbe 50 volte di meno, una larga parte della vera comunita’ scientifica (non della comunita’ affaristica) lo ha sempre visto con favore
    3) I fondi Junker sono prestiti da rifondere …povera Italia…
    4) Il sottoscritto che si rivoge a lei non e’ un lunatico, ma e’ il ricercatore che (a dispetto dei santi) ha ideato, progettato e costruito insieme a colleghi intelligenti e coraggiosi l’unico esperimento di confinamento magnetico all’Ente di Frascati negli ultimi 30 anni: Proto-Sphera e lo ha fatto alla Modica cifra di 2 milioni, ci ha messo piu’ di 10 anni (per via del disoetto dei santi) esattamente al prezzo dichiarato nel lontano 2001…
    Sono a sua disposizione per una sua visita a Frascati, 20 minuti di macchina da Roma, franco.alladio@enea.it

  2. Aggiungo ancora delle considerazioni:
    1 Neppure Iter sarebbe un reattore, per fare un paragone di tutti i giorni, un reattore a fusione controllata e’ come un caminetto in cui la legna brucia, basta aggiungere ciocchi e poi pulire dalla cenere, Iter se mai sara’ un caminetto tenuto acceso da un potente lanciafiamme (lanciafiamme di incertissina realizzabilita’ …proprio uno dei punti non ancora progettati e mai realizzati negli ultimi 40 anni), spento il lanciafiamme fine del bruciamento.
    2 La fusione controllata a confinamento magnetico e’ come costruire una vettura per formula1: ci vuol il motore, le ruote, il volante, gli alettoni, il casco integrato, il cambio ineccepibile, etc…: Ignitor e’ l’idea di provare il solo motore su banco, senza ruote, volante, alettoni, etc… ma se il motore non gira su banco e’ inutile studiare il resto… Iter non girerebbe neppure su banco… Le altre proposte costose e strampalate di Tokamak vari di accompagnamento sono il tentativo di studiare ruote, volanti, alettoni, caschi integrati… Le pare il caso di indebitarsi per una cosa del genere?, neppure Briatore darebbe il via ad un prestito per tali propositi… lui che almeno di Formula1 se ne intende…

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