Nasce il Reddito di Inclusione

Siamo molto soddisfatti di aver approvato la legge sul reddito di inclusione. Una misura strutturale che testimonia il nostro impegno contro la povertà e contro le disuguaglianze sociali.

E’ una misura unica nazionale di contrasto alla povertà che i cittadini potranno richiedere dal 1° dicembre di quest’anno. Un sostegno economico associato a servizi personalizzati che favoriscono l’inclusione sociale e lavorativa. Infatti, non si tratta di una misura assistenzialistica: la famiglia beneficiaria deve impegnarsi attivamente sulla base di un progetto personalizzato, condiviso con i servizi territoriali. Si attiva un percorso con i servizi socio-sanitari e i centri per l’impiego che permette di svolgere un lavoro strutturale in grado di sostenere e accompagnare il nucleo familiare verso l’autonomia, perché il solo reddito non è sufficiente per uscire dalla povertà. I beneficiari devono sicuramente impegnarsi nella ricerca attiva di lavoro, ma non solo.

Alcune novità:

  • Semplificazione e maggiore fedeltà delle dichiarazioni dei redditi: dal 1° settembre 2018 i cittadini accederanno alla dichiarazione ISEE precompilata.
  • Migliora la governance delle politiche sociali in modo da ridurre i divari territoriali e favorire l’integrazione tra i servizi. Si sta procedendo a rafforzare direttamente anche i centri per l’impiego: 600 operatori saranno selezionati per essere esclusivamente dedicati alla presa in carico dei beneficiari della misura e alla collaborazione con i servizi sociali per la progettazione personalizzata.
  • Istituzione del Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali, per migliorare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche e rafforzare i controlli.

Il Reddito di inclusione è finanziato dal Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che l’ultima legge di bilancio ha portato a 1,7 miliardi dal 2018 e che salirà, nel 2019, a 1,845 miliardi.

La creazione del Fondo Povertà rappresenta una svolta dal punto di vista delle risorse dedicate alla povertà.

I beneficiari del Reddito di inclusione sono individuati sulla base dell’ISEE e delle sue componenti reddituali e patrimoniali. La soglia ISEE è fissata a 6.000 euro, quella ISRE a 3.000 euro. Oltre a queste, sono fissate delle soglie patrimoniali relative agli immobili diversi dalla prima casa e al possesso di conti e titoli finanziari. Particolare attenzione sarà rivolta ai nuclei familiari con minori, in modo da frenare il fenomeno diffuso della “trasmissione intergenerazionale della povertà”. La regia è affidata al servizio sociale, nella logica della rete integrata dei servizi e del pieno coinvolgimento del Terzo settore, delle parti sociali e di tutta la comunità. Perciò, abbiamo destinato al rafforzamento dei servizi sociali territoriali una quota non inferiore al 15% del Fondo Povertà.

Nuclei familiari beneficiari:

  • Famiglie con almeno un figlio minorenne
  • Famiglie con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne)
  • Famiglie con una donna in stato di gravidanza
  • Famiglie con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione (a seguito di licenziamento, ecc.)

La maggiore disponibilità di risorse del 2017 ha permesso un ampliamento della platea dei beneficiari, con particolare riferimento agli ultra cinquantenni disoccupati; un incremento del beneficio per le famiglie con componenti non autosufficienti e per quelle composte esclusivamente da genitore solo con figli minorenni (+ 80 euro).

Abbiamo scelto di aiutare le famiglie più in difficoltà per ridurre le disuguaglianze e per non lasciare indietro, e solo, nessuno. E lo facciamo destinando più risorse ai servizi territoriali.

In breve…

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