L’amianto è tornato al centro del dibattito pubblico e politico

Portare al centro del dibattito pubblico i problemi di una comunità è uno dei compiti fondamentali di chi scende nell’agone politico. È per questo che sono felice di notare come uno dei più gravi problemi che affligge la nostra comunità sia tornato prepotentemente nel dibattito pubblico nazionale. Una piaga, quella dell’amianto, che noi monferrini non abbiamo potuto purtroppo mai dimenticare, ma che sembrava eclissato nelle pieghe della politica nazionale.

Non è così. Anzi non è più così negli ultimi tempi, grazie all’attività di associazioni come l’Afeva, dei sindacati e di noi rappresentati del territorio: ma non è più così, e di questo ne sono grata, anche per merito della sensibilità che questo Governo e questo Parlamento hanno avuto nei confronti della lotta all’amianto.

Lunedì è stato un giorno importante: in Senato, infatti, si è tenuta l’Assemblea Nazionale sull’Amianto Riforme, giustizia, sviluppo: una sfida ancora aperta. Verso un Testo Unico, organizzata dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali. Hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente del Senato Pietro Grasso, i ministri Galletti, Poletti e Orlando, oltre che il presidente dell’INPS Tito Boeri. Da sottolineare come il Ministro Orlando abbia annunciato che lo Stato si costituirà parte civile nel processo Eternit-bis, dando un segnale chiaro di quanto sia forte l’attenzione del Governo sulla vicenda.

Dall’Assemblea è emerso, inoltre, che si andrà verso la creazione di un “Testo Unico sull’amianto”, come avanzato dalla Commissione Parlamentare per voce del suo Presidente Camilla Fabbri. Un intervento che semplificherebbe la giungla di norme che regolano il problema amianto.

Consapevoli che la lotta è ancora lunga, dunque, l’aver riportato la piaga dell’amianto al centro dei lavori è, già di per sé, una piccola, grande vittoria.

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