La sicurezza delle nostre case a partire dal certificato di staticità

Terremoti, alluvioni, edifici che crollano, vittime d’incuria.

Questo è lo scenario che ciclicamente si ripete in Italia.

Più di 2 milioni di abitazioni non sono a norma: 1 casa su 6. 24 milioni di persone vivono in zone a rischio, soprattutto al sud.

Questi sono numeri che fanno spavento e che saltano fuori nel momento immediatamente successivo alla tragedia, come quella di Torre Annunziata dei giorni scorsi.

Dobbiamo ricordarci questi numeri anche dopo le tragedie ed adoperarci per porre soluzioni, e regole, a un territorio sempre più fragile e disordinato.

Sulla messa in sicurezza del territorio mi sono espressa più volte e con il progetto #italiasicura il governo ha iniziato a mettere al sicuro buona parte di scuole, ha investito sulla prevenzione delle zone a rischio.

E’ un progetto strutturale, che non vuole confinarsi a gestire l’emergenza ma a prevenirla. Il lavoro da fare è tanto e non sarà semplice.

Ecco, la parola chiave è prevenzione.

Abbiamo un patrimonio edilizio sempre più fatiscente, i nostri comuni non hanno un piano regolatore (o per meglio dire, sono in pochi ad avercelo), spesso vengono utilizzati materiali scadenti oppure si costruisce in zone non sicure. L’illegalità genera, poi, i disastri.

La mancanza di regole e, soprattutto, di controlli ha influito sulla stabilità degli edifici, piegando periodicamente il nostro territorio.

Concordo con il Ministro Delrio sulla necessità di rendere obbligatorio il certificato di stabilità, una sorta di libretto del fabbricato con tutti i documenti che ne certificano lo stato. Il funzionamento è molto simile a quello della certificazione energetica. Controllarne la qualità, la conformità al progetto, il rispetto delle regole sul rischio sismico e così via.

Le associazioni di categoria dei proprietari hanno deciso di alzare le barricate per paura di un ulteriore aumento dei costi e della burocrazia. In realtà è previsto, all’interno del progetto Italia sicura, il sisma bonus, una detrazione fino all’85% della spesa sostenuta per le verifiche sulle condizioni dell’edificio e sulla sua messa in regola. Credo che sia un ottimo punto di partenza per tutelare sì, il territorio ma anche le persone che lo abitano.

Per quanto riguarda il controllo, è vero che le nostre amministrazioni hanno bisogno di più tecnici che supportino dal punto di vista strutturale gli interventi di prevenzione e di adeguamento alle nuove regole. Sono assolutamente necessarie nuove assunzioni e sono certa che il governo si muoverà in questa direzione.

Dopo l’obbligo della certificazione energetica, quella statica è la diretta conseguenza di una riforma strutturale, di visione che vuole rinforzare e sostenere il nostro territorio.

L’Italia è un Paese meraviglioso, che trae la sua forza e la sua bellezza dal territorio. Una forza e una bellezza che possono rappresentare la chiave di volta per la nostra economia, il nostro benessere.  Ma è anche un territorio delicato, che si sgretola facilmente. Ognuno di noi deve fare la sua parte per prendersene cura.

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