La povertà energetica: come contrastarla

Per povertà energetica s’intende la mancanza di accesso a forme adeguate di energia a prezzi sostenibili tali da soddisfare i bisogni primari degli individui. E’ un fenomeno che si è aggravato durante la crisi economica e che ha allargato la platea dei nuclei familiari in difficoltà.

4 punti chiave

  • La povertà energetica è un problema sociale importante, causa notevoli difficoltà e ha impatti negativi sulla salute. Ostacola gli sforzi per ridurre le emissioni.
  • Le famiglie che si trovano in una situazione di povertà energetica affrontano costi più alti di quelli delle famiglie ad alto reddito con case più grandi.
  • Per ottenere buoni risultati ogni livello di governo deve partecipare, così come i privati e la società civile.
  • Necessaria un’indagine approfondita su chi ne è colpito, quali sono le priorità, valutare l’efficacia delle policies, definire gli obiettivi e le responsabilità. Così si avranno progressi a breve e a lungo termine.

Vivere in situazioni di povertà energetica influisce fortemente sulla salute e sul benessere dei cittadini: dalle morti per il freddo, alle malattie, ai costi per il Sistema Sanitario Nazionale, fino a veri e propri problemi di isolamento, soprattutto fra i più giovani. Affrontare la povertà energetica significa offrire migliori standard e condizioni di vita e migliore efficienza energetica delle abitazioni, con ricadute positive sulla salute e quindi sul sistema sanitario.

Dall’Unione Europea arriva la direttiva che preme perché sia assicurata ai clienti vulnerabili un’adeguata protezione energetica, affidando agli Stati la definizione di cliente vulnerabile sulla base di soglie minime di reddito.

Quindi, la misurazione dei redditi rappresenta un dato fondamentale sia per quantificare il fenomeno che per stabilire gli interventi per contrastarlo. Stabilire una soglia minima vorrebbe dire concentrarsi sulle famiglie più in difficoltà e rendere le loro abitazioni più efficienti. Varie ricerche dimostrano che le famiglie a basso reddito spendono per l’energia più delle famiglie ad alto reddito, a causa della bassa efficienza energetica delle abitazioni. Inoltre, le abitazioni con costi energetici maggiori sono anche quelle che non hanno isolamento termico e che necessitano investimenti strutturali maggiori.

Gli interventi che si possono attuare sono:

  • Sui prezzi, con sconti in bolletta
  • Sull’efficienza energetica attraverso la fornitura di sistemi di isolamento e di riscaldamento con uno sgravio fiscale alle ristrutturazioni
  • Sui redditi, come il sostegno al reddito.

Il governo ha incentivato il raggiungimento di una maggiore efficienza energetica, attraverso sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie: l’ecobonus.

Sarebbe, inoltre, opportuno che il vecchio Bonus Sociale (sussidio erogato tramite la bolletta dell’energia e del gas alle famiglie in difficoltà), fosse concesso in automatico anche senza la richiesta formale del cittadino. Infatti, nonostante sia una misura prevista dal 2008 questa è stata negli anni poco utilizzata proprio perché il meccanismo dell’attivazione dell’agevolazione non è automatico. Riprendere il sistema utilizzato per il canone Rai in bolletta sarebbe sicuramente una soluzione, andando a intervenire in maniera mirata su quelle fasce di popolazione in regime di povertà energetica.

Per approfondire potete trovare qua sotto il documento integrale (in aggiornamento)

 

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