La mia dichiarazione sul voto di fiducia al Decreto Legge Competitività

Signor presidente,

Signori Ministri e rappresentanti del governo,

Onorevoli colleghi

la fiducia che oggi il governo ci chiede riguarda un provvedimento importante per il paese, con disposizioni urgenti e quanto mai necessarie per rilanciare la competitività dell’economia italiana.

Tutti gli sforzi del governo negli ultimi mesi stanno andando in questa direzione, attraverso un cammino di riforme, richieste non solo dalla comunità internazionale, ma soprattutto da un paese stanco di rinvii e discussioni ed invece bisognoso di decisioni e soluzioni.

Riforme che vanno a modificare l’assetto istituzionale dello stato, dalle province al superamento del bicameralismo perfetto, con lo scopo di fornire un impianto più snello e attuale alle istituzioni perché siano in grado di rispondere meglio alle nuove esigenze del paese.

E in un contesto di riforme il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha ribadito come, in una fase di stagnazione economica, come quella attuale, perdurante e mondiale, non esistano scorciatoie per la crescita ma occorra invece una strategia fondata su tre pilastri : “ più mercato, più riforme, più investimenti”.

Tale strategia è indispensabile per affrontare il retaggio del passato, superarlo e costruire i presupposti per un futuro più promettente.

L’Italia soffre da tempo di un problema di scarsa competitività, precedente alla crisi, e che oggi più che mai richiede una soluzione . Negli ultimi vent’anni, l’Italia ha registrato la crescita reale del PIL pro capite più bassa dei Paesi dell’OCSE. Tale situazione, ha acuito i problemi di finanza pubblica e ha comportato lo stallo, e recentemente il calo, del livello dei redditi reali.

Oggi i conti pubblici sono in ordine, ma non è sufficiente, occorrono urgentemente misure per favorire la crescita, sostenere la competitività e creare migliori prospettive sul fronte dell’occupazione, ossia politiche industriali

Una nuova politica industriale basata su scelte strategiche, su politiche attive di sostegno alla manifattura e di soppressione o snellimento degli oneri burocratici sulle imprese.

E a tal fine questo decreto costituisce un importante tassello, in quanto va ad incidere su una molteplicità di ambiti produttivi , dall’agricoltura, all’ambiente, al sostegno degli investimenti al credito per le PMI, alle semplificazioni , tenendo conto, al contempo, di come siano mutati i paradigmi di produzione nei paesi occidentali.

Relativamente al settore agricolo, il decreto comprende importanti misure presentate nei mesi scorsi sotto il titolo “Campo libero”: si tratta di norme a lungo attese dal mondo dell’agricoltura che aggrediscono nodi strutturali in quanto intervengono sul fronte del confronto tra impresa e pubblica amministrazione , si pensi alla questioni dei controlli a cui sono sottoposte le aziende agricole. Altre questioni qualificanti del provvedimento sono quella dei crediti d’imposta per l’innovazione di prodotto, l’introduzione di incentivi per le assunzioni di giovani e l’affitto dei terreni agricoli

Un pacchetto di interventi che risponde quindi ad una duplice finalità: da un lato la valorizzazione del settore agricolo e agroalimentare, dall’altro la lotta alla disoccupazione attraverso il ricambio generazionale.

Per quanto riguarda le misure rivolte specificatamente alle imprese, occorre sottolineare come il credito di imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali e le modifiche alla nuova «legge Sabatini» mirino a sostenere e semplificare gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature, soprattutto per le piccole e medie imprese, così come le disposizioni in materia di Agenzia per le imprese rispondono all’esigenza di semplificare le procedure di attestazione della sussistenza di requisiti concernenti l’esercizio dell’attività di impresa.

Senza dimenticare poi il prestito ponte da parte delle banche all’Ilva e i nuovi poteri concessi al subcommissario all’ambiente con la possibilità di utilizzare le risorse sequestrate per la riqualificazione dell’impianto di Taranto, punto fondamentale per salvare e rilanciare, nel rispetto della salute, un settore fondamentale come quello della siderurgia e del suo indotto.

Così anche le modifiche alla disciplina fiscale in materia di aiuto alla crescita economica (ACE) come le misure di semplificazione per la quotazione delle imprese e a favore delle obbligazioni societarie vanno nell’ottica di ovviare da un lato al fenomeno del credit crunch e dall’altro di rafforzare la patrimonializzazione delle imprese italiane

Per quanto attiene alle misure riguardanti il settore energetico, esse costituiscono uno degli step volti alla riduzione della spesa elettrica per le per le PMI, attraverso il taglio dei sussidi alle fonti fossili e la rimodulazione degli incentivi sulle fonti rinnovabili,

Il lavoro dell’VIII e della X Commissione, nonostante i tempi ristretti , non è stato solo di asciugatura del testo licenziato dal Senato, ma ha consentito importanti miglioramenti, attraverso l’introduzione nuove disposizioni, quali ad esempio la disciplina dello scambio sul posto e quella relativa ai biocarburanti .

Ho parlato di alcune delle misure contenute nel decreto, tralasciandone, visto il tempo a mia disposizione, altre di cui i colleghi, tra l’altro, hanno già sottolineato l’importanza in sede di discussione generale.

Ma è proprio l’impianto del decreto a confermare ancora oggi la validità dell’azione di governo, che attraverso l’«agenda dei mille giorni» del Presidente del Consiglio, saprà trasformare quel tempo guadagnato, definito da Wolfang Streeck come una crisi rinviata del capitalismo democratico, in tempo ritrovato per ristabilire quel patto sociale tra cittadini e sistema economico finanziario, in grado di garantire crescita ed occupazione in modo equo.

“Per ritrovare la crescita servono provvedimenti come questo importanti per ridare fiato al nostro sistema produttivo. Per ritrovare la crescita servono – in Italia come in Europa – riforme incisive e cambiamenti profondi. Serve una nuova qualità dell’azione pubblica e la mobilitazione delle energie dell’iniziativa privata. Serve, dunque, una politica responsabile e coraggiosa, consapevole del fatto che l’Italia merita un futuro diverso e migliore”.

Noi riteniamo che questo provvedimento vada in questa direzione.

Per questo motivo, signora presidente, ancora una volta convintamente rinnoveremo la nostra motivata fiducia al Governo.

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