La dichiarazione di voto da me pronunciata a nome del gruppo del PD sul tema amianto

Signor Presidente, ringrazio il Governo per il lavoro fatto e anche gli altri gruppi, per essere giunti ad una mozione unitaria. Questo mi fa particolarmente piacere, perché invece, durante la campagna elettorale per le europee, si è un po’ strumentalizzata la vicenda amianto dicendo che sarebbero stati sottratti 2,5 milioni di euro dal fondo amianto per destinarli all’Expo: notizia assolutamente falsa.

Ma la gravità dei problemi legati all’amianto ha fatto sì che il Parlamento sia giunto appunto ad una soluzione condivisa.

Purtroppo per anni l’amianto è stato un utilizzato, e anche esaltato per le sue caratteristiche di lavorabilità, isolabilità, leggerezza, quanto poi invece è stato esecrato quando ne sono stati percepiti i rischi per la salute. E nonostante ormai l’amianto dal 1992, come già detto da molti colleghi, sia stato messo al bando in Italia, purtroppo continuiamo ad assistere a decessi per malattie asbesto-correlate nel nostro Paese, e addirittura studi epidemiologici prevedono che nei prossimi 15-20 anni noi avremo un picco.
Anche il Ministero della salute ha definito la diffusione dell’amianto come un’emergenza nazionale: ogni anno sono circa 3 mila le vittime per malattie asbesto-correlate, e nella sola Casale Monferrato 1.800. «Vittime della malapolvere», così come definito da Silvana Mossano, una giornalista casalese: prima sono morti gli operai, poi è iniziato a morire anche chi non aveva mai lavorato in fabbrica. Ecco, le prime misure nei confronti delle vittime dell’amianto sono state prese solo nei confronti dei lavoratori: infatti il Fondo istituito presso l’INPS prevedeva una tutela solo nei confronti degli esposti e dei loro familiari. Noi, in questa mozione, chiediamo al Governo di fare un passo ulteriore, di prevedere una tutela anche nei confronti dei familiari delle vittime che non siano ex esposti o lavoratori.
Ma è possibile solo un indennizzo monetario per una tragedia così grande come quella dell’amianto ? La risposta è no, ci vuole un indennizzo ulteriore, che è un indennizzo civile e morale; e questo indennizzo noi lo possiamo avere solo attraverso una seria opera di bonifica, la bonifica che si avrà solo con l’attuazione piena del Piano nazionale amianto, come già detto prima dai colleghi: occorre che il Piano nazionale amianto sia finalmente operativo, con tempistiche e risorse certe. Occorre che il Fondo nazionale amianto, anche, per il risanamento degli edifici pubblici abbia risorse certe, perché è dal 2008 che non vengono messe risorse in questo Fondo: anzi, sono state sottratte poi nel 2008 alcune risorse dal Fondo nazionale amianto per l’abolizione dell’ICI prima casa.
È necessario che dal patto di stabilità vengano espunte tutte le spese che riguardano il risanamento ambientale. Io sono certa che il Governo recepirà… Questa è una mozione, è un atto di indirizzo, ma io sono certa che il Governo recepirà questi indirizzi, perché è una priorità anche del Governo Renzi, come definito nel DEF, la cura e la tutela dell’ambiente.
Ecco, solo attraverso la completa bonifica e prevenzione dell’amianto noi finalmente potremo dire «fine» a questa tragedia. E sui balconi di Casale Monferrato, in occasione della pronuncia della sentenza di primo grado del processo Eternit, campeggiavano le bandiere tricolori con la scritta «Eternit giustizia»: una giustizia che sarà compiuta pienamente quando l’opera di bonifica dell’amianto sarà completata nel nostro Paese. Annuncio il voto favorevole del Partito Democratico.

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