#ItaliaSicura: le infrastrutture come priorità

Data la forte siccità che sta colpendo il territorio di Alessandria, ho deciso di appoggiare la richiesta del Presidente della provincia dello stato di calamità. E’ chiaro che la gestione dell’emergenza, pur rimanendo una priorità, non deve essere la sola soluzione. Infatti, occorre pensare a una programmazione strutturale di investimenti per nuove infrastrutture e invasi, come Bric Berton, dando la priorità alle zone più vulnerabili come la Val Bormida. Nell’attesa, bisogna che il governo riconosca lo stato di calamità per il territorio già compromesso da questo periodo di siccità.

Il settore idrico, e nello specifico il settore degli scarichi, ha da tempo una forte carenza di opere e investimenti. Siamo il fanalino di coda in Europa per la gestione e il trattamento delle acque reflue urbane e per l’inquinamento dei corsi d’acqua. Oltre ai costi ambientali, il nostro Paese si trova costantemente a rischio sanzioni da parte dell’Unione Europea. Soldi sprecati.

La direttiva Ue recepita dall’Italia prevede che tutti i centri con più di 2000 abitanti siano dotati di adeguati sistemi di reti fognarie e di trattamento delle acque reflue. Ma dai nostri studi emerge che 2 abitanti su 10 vivono in centri sprovvisti di rete fognaria e 3 su 10 sprovvisti di depuratori.  Questa carenza infrastrutturale deve essere colmata anche per una questione di legalità: l’illegalità diffusa penalizza l’intero Paese, ma soprattutto le regioni del sud.

Il progetto #ItaliaSicura ha riprogrammato la delibera Cipe che, nel 2012, ha finanziato solo al Sud 183 opere che, ad oggi, risultano ne’ progettate ne’ in cantiere.

Diventa un obbligo disinquinare e raggiungere gli standard di efficienza e qualità di molte regioni. In questo  senso e in termini di protezione ambientale, ha un ruolo centrale la depurazione, che consiste in:

  • Trattamento degli scarichi reflui urbani e alcuni industriali
  • Immettere le acque depurate nei corpi idrici ricettori
  • Smaltire i fanghi ottenuti dal processo

Questo ciclo consente di salvaguardare i corsi d’acqua e i mari, conservare la biodiversità, tutelare la salute pubblica e, non da ultimo, valorizzare i territori.

#ItaliaSicura ha l’obiettivo di colmare la carenza infrastrutturale e dei servizi idrici, con particolare attenzione al monitoraggio degli interventi e alla trasparenza dei lavori e della loro amministrazione.

La parola d’ordine è prevenzione, per arginare la fragilità del nostro territorio e tutelarlo.

Con questo governo, le infrastrutture idriche tornano tra le priorità, dopo 20 anni di trascuratezza, per modernizzare e rilanciare il nostro Paese. I benefici ambientali, sociali ed economici sono molteplici:

  • Fino a 130 mila posti di lavoro in più
  • Prevenzione del rischio idrogeologico
  • Migliore qualità della vita
  • Tutela dell’ambiente

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