Interrogazione sui buoni pasto

La Vice Ministro Bellanova ha risposto a una mia interrogazione in Commissione sulla questione dei buoni pasto.

Ho posto all’attenzione dei Ministeri di competenza la necessità di risolvere alcuni problemi legati all’utilizzo dei buoni pasto, utilizzati secondo le stime da 2,5 milioni di lavoratori tra pubblici e privati.

I problemi sono principalmente due e penalizzano fortemente gli esercenti:

  • Gli appalti al massimo ribasso
  • La mancanza di un “pos universale” che possa essere utilizzato per tutti i tipi di ticket.

La prima questione pone il problema degli appalti al massimo ribasso con la Pubblica Amministrazione e con le società a partecipazione pubblica e privata. Questo  avvantaggia ovviamente chi presenta il valore più basso del buono e penalizza gli esercenti, che guadagnano di meno e pagano commissioni più alte. In alcuni casi, il ribasso per l’aggiudicazione ha sfiorato il 20% del valore del buono e, secondo la Fipe-Confcommercio, i risparmi che ricavano i committenti annualmente hanno un valore di circa 500 milioni di euro. A pagare questa somma, sono alla fine dei conti gli esercenti, già peraltro penalizzati dalle lungaggini dei tempi per i rimborsi.

La seconda questione riguarda l’eterogeneità dei circuiti di pagamento per i ticket elettronici, che costringe gli esercenti ad avere più di un pos e quindi più spese di gestione.

Il pos universale, capace di leggere tutti i tipi di tessere, potrebbe rappresentare una soluzione, ma per il Ministero questa non è, al momento, una soluzione percorribile a causa degli elevati costi che ricadrebbero su consumatori e società. Occorre, quindi, che le società che emettono i buoni pasto trovino una soluzione, a partire dalle carte.

La Vice Ministro ha assicurato che la legge, in vigore dal 9 settembre scorso, è pensata proprio per assicurare l’efficienza e la stabilità economica del mercato dei buoni pasto, ma soprattutto, per garantire l’effettiva concorrenza nel settore, oltre che la prestazione di un servizio efficiente ai consumatori.

Come

  • Individuazione degli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto.
  • Individuazione delle caratteristiche dei buoni.
  • Individuazione del contenuto degli accordi stipulati tra la società che emette i buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili.
  • gli accordi tra la società di emissione e i titolari degli esercizi convenzionabili prevedono un’offerta di base.

Ciò consente di evitare, soprattutto nel caso di appalti della pubblica amministrazione, le ricadute degli elevati ribassi sugli esercenti. È, inoltre, obbligatorio inserire i servizi aggiuntivi nel “pacchetto” durante la gara.

Per risolvere il problema dei tempi lunghi per i rimborsi, verrà attuata una norma che permette l’applicazione degli interessi di mora.

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