Industria 4.0: le opportunità per le aziende

A Pianezza, in provincia di Torino, sono stata invitata a parlare di Industria 4.0, come parlamentare e membro della Commissione Attività Produttive.

Cos’è l’industria 4.0? È una trasformazione radicale delle modalità di produzione, dell’economia, della società e dell’intero modo di vivere, fondata su 4 direttrici fondamentali: l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività; l’analisi dei dati raccolti; la realtà aumentata; il passaggio dal digitale al “reale” che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni. Ma, in che modo? Attraverso il Piano Nazionale Industria 4.0 promosso dal Governo che prevede una forte modernizzare del sistema industriale, un forte risparmio di energia, lavoratori più qualificati, competenze manageriali, reshoring ossia il rientro delle aziende nel Paese d’origine, in controtendenza con il fenomeno diffuso della delocalizzazione.

In linea generale, si avranno strutture di ricerca, forte sistema industriale, know how tecnico diffuso, piano nazionale banda ultra larga e competenze ad alto tasso di specializzazione.

Dal 2000 a oggi, abbiamo assistito a livello mondiale un costante calo dell’incidenza dell’industria e del manifatturiero sul PIL.

Questa pervasiva deindustrializzazione ha causato un circolo vizioso di bassi ritorni sugli investimenti, che si sono ridotti sempre di più, perdita del valore degli asset industriali e quindi perdita di competitività, skills e capitale umano e quindi calo del business.

Al netto delle innovazioni sorgono anche dei punti di debolezza che riguardano in particolar modo il lavoro, sia dal punto di vista della gestione manageriale che dal punto di vista della manodopera. Non secondaria, è la questione della sicurezza informatica con cui le imprese che si adattano ai nuovi modelli di business dovranno fare i conti.

Il lavoro del futuro

Nel breve termine c’è il rischio di un saldo netto negativo: a livello di gruppi professionali le perdite si concentreranno nelle aree amministrative e della produzione, perdite compensate parzialmente dall’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria. Si assisterà, al mutamento delle competenze e abilità ricercate: nel 2020 il problem solving rimarrà la soft skill più ricercata, ma diventeranno più importanti il pensiero critico e la creatività.

In questo quadro, il Piano Nazionale Industria 4.0 e l’indagine conoscitiva della Commissione a cui appartengo, hanno adottato alcuni strumenti cruciali per accompagnare il sistema produttivo verso le nuove frontiere dell’industria:

  • Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione
  • Infrastrutture: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali.
  • Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc.
  • Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In pratica…

Iper e Super ammortamento, ossia Incentivi per le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

La Nuova Sabatini, un sostegno per le imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (hardware e software). Garantisce un contributo a parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa su finanziamenti concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE.

Il credito d’imposta in ricerca e sviluppo del 50% per incentivare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo, sostenuta nel periodo 2017-2020, per innovare processi e prodotti e garantire così la competitività futura delle imprese.

Il Patent Box, un regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali: brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how e software protetto da copyright.

Il Fondo di Garanzia, per aiutare le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito. Consiste nella concessione di una garanzia pubblica, fino a un massimo dell’80% del finanziamento, per operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti.

Totale: 20 miliardi di investimenti in ricerca e innovazione.

Le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale possono beneficiare di questi strumenti.

È già possibile fare un primo bilancio, positivo per quasi tutti gli indicatori e che certifica un lavoro più che incoraggiante:

  • + 11,6% per gli ordinativi sul mercato interno dei beni strumentali
  • è aumentato il numero di imprese che aumenteranno la spesa in Ricerca e Sviluppo
  • 3,5 miliardi di investimenti pubblici sulla banda ultra larga
  • + 10,7 % di utilizzo dell’importo garantito dal Fondo di Garanzia
  • il ritardo nella costituzione dei competence center e la situazione degli investimenti early stage in venture capital.

La prossima sfida che si presenta per il nostro Paese è portare questo tipo di innovazioni, dall’industria 4.0 all’impresa 4.0: si guarda anche ai servizi, un settore che ha un elevato potenziale di digitalizzazione.

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