In clima di ferie: l’audizione del GSE per la proposta di una direttiva volta a ridurre le emissioni di carbonio.

Inconsapevole del fatto che a detta di molti fossi in ferie e approfittando del lungo ponte offerto dal calendario (parlamentare e gregoriano), ho partecipato ieri all’audizione del Gse (Gestore dei Servizi Energetici) dinnanzi alle Commissioni Ambiente e Attività Produttive, convocate e riunite per l’occasione.

Un’audizione secondo me particolarmente importante, perché aveva come argomento la proposta di direttiva di Parlamento e Consiglio europeo che modifica la direttiva 2003/87/CE. Oggetto: le emissioni dei gas serra e la ridefinizione del cosiddetto emission trading (ovvero il sistema che divide tra i paesi membri dell’Unione le quote di emissione degli stessi gas serra).

Una proposta che, oltre agli indubbi effetti ambientali, avrà anche delle ricadute sui sistemi produttivi dei paesi membri dell’UE, dal momento che, alzando il valore delle quote spettanti agli stessi stati, verranno toccati molti settori produttivi. Subirà modifiche positive, ad esempio, il sistema della produzione energetica, venendo reso più competitivo il ricorso alle energie pulite e rinnovabili, con il collaterale e probabile risultato, nel caso dell’Italia, di una possibile diminuzione del prezzo dell’energia.

Temi, dunque, fondamentali soprattutto alla luce di quanto succede a Parigi alla COP21, che sta finalmente catalizzando l’attenzione sui rischi che l’inquinamento prodotto dall’attuale sistema produttivo a livello mondiale sta portando alla salute del nostro pianeta in termini di emissione di sostanze inquinanti e riscaldamento globale.

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