Ilva di Novi, il Governo accetti gli emendamenti a favore dei creditori dell’indotto

Il d.l. Ilva in discussione in questi giorni al senato sta vedendo alcune modifiche da parte del relatore a sostegno dell’indotto e a un piano industriale di sviluppo pensando all’occupazione”.“Sul tema della tutela dell’indotto si prevede incrementare il Fondo di Garanzia da 24 a 30 milioni di euro per poter ulteriormente aumentare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese fornitrici di beni e servizi. Altresì, con un altro emendamento vengono definiti prededucibili i crediti delle imprese dell’indotto maturati anteriormente all’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria e relativi a prestazioni necessarie al risanamento ambientale e per l’attuazione degli interventi in materia di tutela dell’ambiente e della salute previsti dal piano ambientale. È’ fondamentale che tale emendamento venga approvato a tutela dei fornitori dello stabilimento non solo di Taranto ma anche di Genova e di Novi Ligure.

“Viene, ancora, definito che l’amministrazione straordinaria debba richiedere al potenziale affittuario o acquirente la presentazione di un Piano Industriale e finanziario nel quale devono essere indicati gli investimenti, le risorse finanziarie necessarie e le relative modalità di copertura, che si intendono effettuare per garantire le predette finalità. Questo al fine di garantire uno stabile futuro allo stabilimento, alla sua attività e produzione e, quindi, all’occupazione”.

Occorre poi intervenire sul testo del decreto legge – sottolinea l’on Bargero-per renderlo ancora più stringente ed assolutamente coerente con la normativa attualmente in vigore e che ha già prodotto un pronunciamento del Tribunale di Milano per destinare le risorse sequestrate (circa 1,2 miliardi) alla disponibilità del Commissario ILVA per l’attuazione del piano ambientale.”.

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