Il superamento del payback per migliorare il sistema sanitario

Sono intervenuta a un convegno sul payback in ambito farmaceutico e sanitario, organizzato da I-Com, Istituto per la competitività.

Il payback è il rimborso da parte delle aziende del settore farmaceutico del 50% dello sforamento del limite di spesa pubblica stabilito annualmente. Lo sfondamento del tetto della spesa ha riguardato in particolare la spesa farmaceutica ospedaliera, con un trend in continua crescita, e che è giunto a sforare di oltre il 50% il limite imposto dalle norme. In termini numerici, il tetto di spesa farmaceutica ospedaliera è passato dal 2.4% del 2008 al 6,89 del 2017. Viceversa, la spesa territoriale ha subito una notevole contrazione, passando nello stesso periodo da 14% al 7,96%.

Per ciò che riguarda i tetti di spesa e il payback, sarebbe stato opportuno inserire degli emendamenti di cui sono stato firmataria e che sono stati poi bocciati dall’Aula. Gli emendamenti, che avevano l’obiettivo di semplificare la normativa e razionalizzare la spesa, prevedevano:

  • Compensazione dei tetti, che avrebbe comportato forti risparmi sulla spesa e limitato gli errori di calcolo.
  • Unico tetto per i farmaci innovativi o in compensazione tra loro per ex HCV e oncologici.
  • Una ripartizione degli oneri derivanti dallo sfondamento dei tetti di spesa, in modo da non limitare gli investimenti, la ricerca e l’innovazione.

E’, perciò, prevedibile che questa tendenza ricadrà sempre di più sulle aziende, che vedranno aggiungersi ai loro bilanci una ulteriore “tassa occulta” al già elevato regime fiscale.

E’ uno strumento utilizzato per contenere la spesa pubblica, ma che ha in realtà frenato la ricerca, e l’innovazione, e ridotto i servizi al paziente.

L’impostazione del convegno è stata corretta perché è emersa l’importanza del settore farmaceutico sia come tassello fondamentale del sistema sanitario, e quindi del diritto alla salute, e sia come tassello strategico per il settore industriale del nostro Paese. Un approccio innovatore che ci mostra le grandi potenzialità del settore.

Purtroppo, da un lato il sistema del payback costituisce per il settore farmaceutico un grande vulnus, un freno al suo sviluppo, facendo perdere competitività al nostro Paese nel campo degli investimenti esteri. Si pone inoltre, un altro problema relativo all’attrattività del nostro Paese come principale meta per l’immissione nel mercato di nuovi farmaci e dei prodotti migliori. Dall’altro, con un modello sanitario sempre più orientato alla medicina deospedalizzata e territoriale, date le esigenze di una popolazione sempre più anziana e affetta da patologie croniche, si ha una ramificazione del canale ospedaliero e della distribuzione diretta. In questo contesto, il freno all’innovazione farmacologica ma anche assistenziale e terapeutica, grava in primo luogo sui pazienti e sulla qualità dei trattamenti.

Per la distorsione che sta creando questo sistema, penso sia necessaria, nell’immediato, una sua rivisitazione: eliminare dal conteggio le spese di ricerca e innovazione perché il settore del farmaco ha una forte incidenza dal punto di vista industriale, uno dei pochi settori che cresce e con alti livelli d’innovazione. Inoltre, l’Italia è fortemente attrattiva per queste aziende perché riesce a coniugare la capacità di ricerca con quella di produzione. E’ una vera e propria eccellenza nel nostro Paese.

Il contenimento dei costi è importante, ma lo è ancora di più il modo con cui si decide di realizzarlo: l’innovazione è la risposta.

Nel lungo periodo, auspico il superamento del payback perché non possiamo considerare la spesa sanitaria a compartimenti stagni. Devono essere valutate le prestazioni a favore del paziente, sostenendo la medicina sul territorio, perché il farmaco, la terapia non devono essere considerati una spesa, ma una spesa d’investimento, dal momento che creano risparmio.

Qualche timido passo avanti sul superamento dei tetti di spesa è stato fatto, si è raggiunta la consapevolezza di considerare in maniera organica la spesa farmaceutica. Ora deve esserci la corrispondenza di un’effettività nei calcoli della spesa.

E’ in corso una riforma del sistema sanitario che sta portando alcuni buoni risultati. Dobbiamo fare uno sforzo ulteriore e aumentare i fondi destinati alla sanità perché il diritto alla salute sia un investimento. Per il benessere dei cittadini e per lo sviluppo di un settore strategico della nostra economia.

 

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