Il Piemonte oltre la crisi: una regione in trasformazione

Libro di Cristina Bargero

A breve uscirà il mio libro “Il Piemonte oltre la crisi” a cui oggi Democratica ha dedicato una bella recensione.

La copio per intero, buona lettura.

“Il libro di Cristina Bargero non fornisce la o le ricette per uscire definitivamente dalla crisi, ma risulta un ottimo strumento per ricercarle scavando nel passato

 Una regione, in trasformazione, che sta cercando di ritrovare una sua via di sviluppo, con una lentezza, in pieno spirito sabaudo da bogianen, da chi si è soffermato per troppo tempo a rimpiangere gli splendori di antica capitale anche economica del paese, ma che sa accompagnarsi a un’indomita fierezza legata a tradizioni solide di spirito imprenditoriale e di capacità innovativa.

E’ questo il Piemonte che Cristina Bargero – ricercatrice dell’Ires (l’Istituto di ricerche economiche e sociali) e deputata del Pd componente della Commissione Attività Produttive della Camera – proprio con il rigore della ricercatrice e la visione del politico, indaga e descrive nel suo saggio “Il Piemonte oltre la crisi” (Casa Editrice Interlinea, Novara) ricorrendo ai numeri che non mentono e alla passione di chi in questa terra è nato, cresciuto e vive.

Una popolazione che sta invecchiando si é impoverita e più che in altre regioni del Nord sta soffrendo per la mancanza di un lavoro duraturo e di qualità, ma che mostra ancora una forte resilienza. E un territorio, in una posizione strategica rispetto ai principali assi di comunicazione europei, policentrico, spesso vittima di forze centripete dove un tessuto imprenditoriale, che, seppur provato dalla crisi, mostra una buona tenuta, soprattutto grazie a un’elevata propensione all’export, all’internazionalizzazione e all’innovazione e alla ricerca, in grado di raggiungere punte di eccellenza a livello nazionale ed internazionale. Il libro di Bargero,ovviamente, non fornisce la o le ricette per uscire definitivamente dalla crisi, ma risulta un ottimo strumento per ricercarle scavando nel passato – dalle mutazioni demografiche al passaggio di Torino da one company town a città proiettata tra le grandi città europee grazie alla cultura, al turismo e alle tecnologie avanzate, così come dai cambiamenti che hanno interessato le varie province molte delle quali di confine con altre regioni – e guardando al futuro, con lo sviluppo della cultura, i prodotti del territorio, le Università e l’Industria 4.0. “Competenza metodologica ed esperienza politica sono gli ingredienti che fanno di questo saggio  come osserva il presidente della Regione Sergio Chiamparino nella prefazione – una lettura interessante e stimolante, dove i numeri, pur fondamentali in un testo economico, lasciano sovente spazio alle storie, quelle che legano le persone e le loro aziende a un territorio vivo e produttivo come il nostro”.

Chiamparino spiega, inoltre come “il secondo tratto distintivo del volume è la riuscita collocazione del Piemonte all’interno di un contesto macroregionale, ripartendo dal famoso “triangolo industriale” Torino-Milano-Genova e inserendolo in una cornice più completa e più forte economicamente di quella di un tempo. Milano, allora importante centro industriale e terziario, è oggi l’unica città davvero internazionale d’Italia, con servizi strategici in grado di competere con le grandi capitali di tutto il mondo, da Londra a Shangai, da New York a Pechino. Genova, da sempre porto di primaria importanza, è finalmente in grado di afferrare nuove prospettive di sviluppo nelle rotte commerciali verso il Sud e l’Est del mondo, grazie un nuovo sistema portuale che si sta adeguando alle esigenze globali. E poi c’è Torino, che con il Piemonte ha indubbiamente sofferto sotto i colpi della crisi, ma che, oltre ad essere parte integrante di un sistema logistico di livello europeo, sta ritrovando nella manifattura, nella cultura e nella natura le risorse che servono per un rilancio strutturale e duraturo”. Un percorso approfondito quello lungo il quale Bargero conduce il lettore alla scoperta delle cause della crisi e alla ricerca di possibili soluzioni per un Piemonte che “per guardare oltre e soprattutto andare avanti  come osserva Bruno Babando, direttore de Lo Spiffero.com nella postfazione – deve uscire dai suoi confini: quelli geografici, grazie a reti infrastrutturali che meglio lo colleghino con il resto dell’Europa, ma anche psicologici e mentali essendo arrivato il momento di smetterla di crogiolarsi in un passato che non può e non deve tornare”.

E guardano avanti, a un Piemonte oltre la crisi anche i molti e prestigiosi stakeholder – Giuseppe Berta, Giovanni Cortese, Alberto dal Poz, Cesare Emanuel, Oscar Farinetti, Alessio Ferraris, Gianmaria Gros-Pietro, Fabrizio Palenzona,  Emilio Paolucci, Vittorio Pozzi, Francesco Profumo, Giovanni Quaglia, Fabio Ravanelli, Carlo Robiglio – le cui analisi e visioni del futuro offrono ulteriore contributo per accompagnare verso un ulteriore sviluppo il Piemonte oltre la crisi.

Recensione uscita su Democratica

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