Il Ministero intervenga in relazione all’obbligo di monomandato per gli agenti in attività finanziaria

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Con il Decreto Legislativo n.141 del 13 agosto 2010, che ha dato attuazione alla direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori sono state apportate alcune modifiche al Titolo VI del D.Lgs. n.383 del 1° settembre 1993 (Testo Unico Bancario), in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario: agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi.

La finalità del nuovo impianto normativo doveva essere quella di regolare in maniera più stringente rispetto al passato il settore e a uniformare l’operatività del mondo del leasing in tutta Europa.

Tuttavia il legislatore delegato italiano ha inserito alcune previsioni non previste dalla normativa comunitaria, tra cui l’obbligo di monomandato a cancellazione ex lege dell’indennità di fine rapporto.

Il provvedimento ha così stravolto l’impianto passato laddove gli agenti, non obbligati da alcun mandato esclusivo, potevano offrire alla clientela i prodotti finanziari di più banche così favorendo la concorrenza tra i produttori, a garanzia del consumatore finale; la limitazione introdotta dalla legge alla possibilità di offrire prodotti di più intermediari finanziari impedisce invece agli agenti di soddisfare le reali esigenze della clientela, dovendosi questa oggi rivolgere ad una pluralità di interlocutori per conseguire un reale confronto tra i prezzi e le prestazioni offerte dai singoli intermediari, con un pericolo di danno al consumatore dovuto alla creazione di reti verticali in esclusiva tra ogni intermediario e l’agente, è stato sollevato più volte anche dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Inoltre è stata prevista la cancellazione del diritto degli agenti del settore di ottenere dalle società preponenti l’indennità di fine rapporto prevista dall’articolo 1751 del codice civile al momento della cessazione del rapporto in conseguenza del recesso, cosicché gli agenti obbligati al monomondato sono stati costretti a dismettere tutti gli ulteriori mandati rispetto a quello optato senza poter godere del diritto all’indennità di fine rapporto.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ora è chiamato a rispondere e ad intervenire per sanare questa violazione della concorrenza che finisce per penalizzare i consumatori e penalizza ingiustamente gli agenti, che vedono svanire il loro diritto all’indennità di fine rapporto.

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