Il fondo per le vittime dell’amianto va corretto.

Tutti i casalesi speravano di non dover più scendere a Roma. Tutti noi pensavamo che la banalità delle nostre richieste (tutelare le vittime dell’amianto) potesse evitare al Monferrato, ai malati e ai loro familiari, l’ennesimo schiaffo. E invece no. E invece siamo costretti a esprimere ancora una volta la nostra angoscia dinnanzi alle istituzioni.

Oggi ho partecipato al presidio organizzato da Cgil, Cisl, Uil, ANMIL e Associazioni Vittime Amianto per protestare contro le disposizioni previste dal Decreto del Ministro del Lavoro Poletti sull’accesso al Fondo per le vittime dell’amianto. Un decreto che presenta molte problematicità, come l’inadeguatezza delle risorse destinate al Fondo e la disparità dei risarcimenti tra chi ha contratto il mesotelioma in ambito professionale e quanti lo hanno contratto in ambito familiare e ambientale.

Sulla questione confido nella sensibilità del Governo nella persona del Ministro Poletti, il quale ben conosce la battaglia dei casalesi sull’amianto e l’attività che noi rappresentanti monferrini stiamo facendo in Parlamento: stiamo lavorando, infatti, sia alla Camera sia al Senato, per ottenere miglioramenti tanto per ciò che riguarda la destinazione delle prestazioni del Fondo vittime istituito presso l’INAIL, quanto relativamente al sostegno da parte dello Stato delle spese legali che le famiglie devono affrontare per costituirsi parte civile nel processi.

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