DTT: opportunità per Casale Monferrato

Si riunirà stasera un Consiglio Comunale aperto del Comune di Casale sul DTT. Purtroppo per impegni istituzionali non ho potuto partecipare alla riunione su un tema che ho seguito fin dall’inizio.
Capisco che la parola “nucleare” spaventi i non addetti ai lavori, ma se si entra un po’ più nel dettaglio si comprende facilmente che l’energia generata è energia totalmente pulita, quindi sicura.
Il DTT è in grado di generare energia pulita dalla fusione termonucleare. In altre parole, l’infrastruttura riproduce il meccanismo fisico che alimenta le stelle: la fusione dell’elio, energia pulita. Non ci sono rischi, ma opportunità.
In un Paese dove la ricerca è sempre stata bistrattata, questo è un progetto strategico per il nostro Paese e per il Piemonte, per questo mi sono battuta in Commissione presentando una risoluzione a tale proposito quando ancora nessuno credeva fosse realizzabile.
Finalmente rientriamo in un progetto di ricerca europeo ad alto valore scientifico, tecnologico e strategico che può dimostrare la possibilità di creare energia elettrica a costi competitivi, soprattutto in un momento di instabilità come questo. Non è un caso che sia sostenuto dalle più importanti università,dai più importanti centri di ricerca, industrie e laboratori europei.
Il solo fatto che il Piemonte intraprenda un simile percorso è uno stimolo all’attivazione di sinergie in campo tecnologico, economico e sociale con le migliori istituzioni scientifiche europee. Stiamo parlando di ricerca, occupazione non solo diretta ma anche per l’indotto. Nello specifico, solo per quanto riguarda l’occupazione diretta, circa 620 persone saranno impiegate nella fase di costruzione, che avrà la durata di sette anni. In quella operativa gli addetti saranno 1250 all’anno a cui si aggiungono gli addetti della fase di sperimentazione stimati in circa 150 all’anno per almeno 25 anni.
Il ritorno atteso e’ di circa due miliardi di euro, a fronte di un investimento di 500 mila euro in tempi brevi.
Per progetto europeo, intendo che altri rami della stessa sperimentazione sono stati sviluppati in altri Paesi. Quello che copre la fase precedente a quella di cui dovrebbe occuparsi il DTT, si trova in Francia a poca distanza da noi e dal Politecnico di Torino.
Abbiamo pensato di investire in un progetto sicuro, che ci inserisce in un circuito scientifico di prim’ordine e che rappresenta un riscatto per il nostro territorio sia dal punto di vista dell’occupazione che da quello del prestigio a livello europeo che troppo spesso è associato all’amianto. Stiamo passando dall’amianto all’energia verde. Credo che sia una grossa opportunità per il Piemonte e che non debba andare persa.”

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