Come aiutiamo le imprese ad evitare il fallimento

Una riforma che attendevamo da tanto tempo e che finalmente tutela il mondo produttivo dalle distorsioni della globalizzazione. E’ una riforma che si concentra sulla prevenzione e che aiuta e accompagna le imprese a risolvere i problemi prima che diventino troppo grandi.

Ecco le principali norme del ddl fallimenti:

Mai più fallimento. Il ddl modifica la normativa a partire dal lessico, proprio eliminando il termine “fallimento” e adottando l’espressione “liquidazione giudiziale”.

Lo stato di crisi è diverso da quello di insolvenza. La crisi è la probabilità di futura insolvenza, ossia quando è dimostrato, con inadempimenti od altri fatti esteriori, che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o dello stato di insolvenza. Sarà, poi, il giudice a classificare la sofferenza dell’impresa o del singolo debitore in base alle possibilità di recupero economico.

Albo con funzioni di gestione e controllo delle procedure. Il Governo è delegato a istituire presso il ministero della Giustizia un albo dei soggetti abilitati a queste funzioni e a disciplinare i requisiti richiesti per l’iscrizione.

Come si risolve la crisi. Nei futuri decreti legislativi, il Governo dovrà prevedere l’istituzione presso le Camere di commercio di un apposito organismo che assista il debitore nella procedura e che si occuperà di trovare una soluzione concordata della crisi tra il debitore e i creditori, entro un “congruo termine”, prorogabile solo nel caso di trattative positive, e comunque non oltre i 6 mesi.

Avviso immediato. Gli organi di controllo societari dovranno “immediatamente” avvisare gli amministratori dell’esistenza di indizi di uno stato di crisi. Se all’avviso, gli amministratori non daranno risposta o daranno risposta inadeguata, gli organi di controllo si rivolgeranno direttamente al tribunale competente. Stessa cosa per alcuni creditori pubblici qualificati (Agenzia delle entrate, agenti della riscossione e enti previdenziali).

Il Governo dovrà prevedere dei “premi” per l’imprenditore che avvia per tempo la procedura di allerta o che si avvale di altri istituti per la risoluzione concordata della crisi.

Abbiamo cercato di incentivare l’utilizzo degli strumenti extragiudiziali che sono:

  • accordi di ristrutturazione dei debiti
  • i piani attestati di risanamento
  • le convenzioni di moratoria.

e incentivare i concordati liquidatori se ritenuti, in base all’apporto di risorse esterne, necessari a soddisfare i creditori. Dovranno comunque assicurare il pagamento del 20% dei crediti chirografari.

Il curatore avrà maggiori poteri, occupandosi in posizione privilegiata della liquidazione giudiziale. A bilanciare questa posizione, abbiamo introdotto regole più stringenti per le incompatibilità che lo riguardano e per quanto riguarda l’accesso alle banche dati della Pubblica Amministrazione.

E’ una riforma che semplifica e che riduce i tempi di risoluzione delle crisi, una boccata d’ossigeno per il mondo dell’impresa.

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