#ApeSocial e #ApePrecoci per agevolare il pensionamento

Sono stati pubblicati i decreti attuativi che riguardano l’Ape sociale e la pensione anticipata (#ApePrecoci) per i lavoratori precoci, tutti quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare almeno un anno prima del compimento dei 19 anni. Entrambe le misure rappresentano una significativa innovazione del welfare italiano.

L’Ape è una sorta di indennità ponte verso la pensione e sarà proporzionale all’importo della pensione guadagnata: in ogni caso, non superiore ai 1500 euro lordi al mese.

Da qualche giorno è possibile presentare la domanda per usufruirne attraverso la procedura inserita nel sito internet dell’Inps oppure direttamente attraverso il patronato di riferimento.

Il Governo ha stimato che i due provvedimenti riguarderanno circa 60 mila persone tra lavoratori con maggiori difficoltà e che hanno compiuto i 63 anni, i quali potranno anticipare fino a 3 anni e 7 mesi l’età di pensionamento, e i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni, favorendo così il turn over nelle aziende.

I lavoratori precoci possono accedere all’Ape sociale con 41 anni di contributi versati e nel caso rientrino in una delle 4 categorie disagiate individuate dal Ministero:

  • Disoccupati da almeno 3 mesi e che non usufruiscono di ammortizzatori sociali
  • Familiari disabili a carico
  • Invalidità pari o superiore al 75%
  • Aver svolto un lavoro usurante per almeno 6 anni negli ultimi 7

Inoltre, essendo l’Ape considerata come reddito derivante dal lavoro dipendente, gode delle detrazioni che spettano a questi redditi, compreso il bonus degli 80 euro.

Le domande devono essere presentate entro il 15 luglio per chi ha maturato o matura i requisiti entro il 2017 e entro il 15 marzo prossimo per chi li maturerà entro il 2018.

Sia l’Ape che il pensionamento anticipato non sono incondizionati, ma disponibili fino al raggiungimento del tetto delle risorse messe a disposizione dal Governo.

Questi due canali di flessibilità in uscita rappresentano un importante rinnovamento delle misure previdenziali previste dalla legge di Bilancio del 2017, considerando anche le norme che consentono il cumulo gratuito dei contributi versati e quelle che prevedono l’eliminazione delle penalizzazioni in caso di pensionamento anticipato  prima dei 62 anni, in atto fino all’emanazione di queste norme.

Altri traguardi raggiunti da questo Governo sono rappresentati dalla “No tax area” prevista per i pensionati under 75 e con un reddito annuo non superiore a 8.125 euro, i quali si vedranno aumentata la pensione mensilmente tra i 45 e i 70 euro. Ai pensionati under 64, invece, sarà garantita dal 1 luglio prossimo la tredicesima, misura estesa ad un ulteriore 30% dei beneficiari. Tasselli di una riforma previdenziale di visione.

Sono fermamente convinta che queste misure siano indispensabili per il miglioramento del welfare del nostro Paese, soprattutto relativamente ai lavoratori che vivono in condizioni di disagio o che hanno a carico situazioni familiari impegnative.

Lo Stato che accompagna e sostiene queste categorie è uno Stato che tutela i suoi cittadini più deboli, cercando di prevenire i “rischi sociali” che potrebbero nascere dalle situazioni di disagio e debolezza.

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