Amianto: il Ministero del Lavoro intervenga con fondo per vittime e famiglie

Sarebbero opportuno predisporre un testo unico riguardante le diverse problematiche legate agli effetti dell’esposizione all’amianto nonché prevedere l’istituzione di un fondo a favore delle vittime civili che eroghi prestazioni economiche alle famiglie di quelle vittime, in via continuativa. Per questo ho depositato oggi una interrogazione al Ministero del Lavoro.

Sia la legge 257/92 che le norme previste nella legge di stabilità 2015 e in quella del 2016 prevedono benefici residenziali per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni e l’estensione in via sperimentale delle prestazioni, per gli anni 2015, 2016 e 2017, del Fondo per le vittime dell’amianto ai malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia, o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata (la cosiddetta “una tantum non professionale”). I costi relativi ai Fondi per le vittime dell’amianto si potrebbero finanziare prendendo come riferimento la normativa francese (il Fiva francese ammonta a circa 500 milioni l’anno coperti per il 90% dalla Cassa per l’ assicurazione delle malattie professionali de la Securité sociale, finanziata dagli imprenditori, e per la restante parte dallo Stato.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie di interventi non del tutto soddisfacenti e quindi è urgente che si intervenga nuovamente, anche perché è previsto che gli esiti sulla salute e sulla vita delle persone che sono state esposte si manifesteranno in misura crescente nei prossimi anni, con un picco attorno agli anni 2020-2021. Chiediamo pertanto di convocare un tavolo di coordinamento presso il Ministero del Lavoro, con INAIL, INPS, OO.SS. e associazioni che rappresentano gli esposti e i familiari delle vittime.

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