Al via le vaccinazioni obbligatorie

Grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto oggi. Finalmente dopo mesi di bufale, discussioni e polemiche si è arrivati alla conclusione più giusta e di buon senso.

L’obbligatorietà delle vaccinazioni per i bambini nella fascia d’età 0-6 anni diventa legge, perché la tutela della salute dei cittadini è una priorità del Governo.

La decisione di rendere obbligatorie le vaccinazioni per i bambini che frequentano gli asili nido e le scuole materne, era necessaria.

Il genitore che intende iscrivere il bambino al nido o alla materna deve presentare il libretto con le vaccinazioni richieste. Per le elementari, medie e i primi 2 anni delle superiori la mancata vaccinazione sarà segnalata alla ASL di competenza e, nel caso non fosse regolarizzata in tempi ristretti, sono previste delle multe fino a diverse migliaia di euro.

L’obiettivo del Governo è quello di ridurre al minimo la fascia di popolazione non protetta, a causa del grave e continuo calo delle vaccinazioni continuamente denunciato dalla comunità scientifica, l’unica fonte autorevole quando si parla di scienza. Proprio a causa di questo abbassamento della protezione, i vaccini obbligatori sono diventati da 4 a 12, in cui rientrano alcuni vaccini che prima erano facoltativi, come quello contro il morbillo data la forte incidenza degli ultimi anni della malattia. L’OMS, in un recente report, ha esaminato questo elemento ed è emerso che il 48% dei casi di morbillo in Europa sono concentrati in Italia e in Romania.

Era diventato un dovere per il governo porre finalmente un punto al proliferarsi di teorie anti-scientifiche propinate da persone che con la scienza hanno poco a che vedere.

Era diventato un dovere prendere una posizione ferma rispetto ai tentennamenti di chi ha avuto paura di esporsi, di decidere cosa fosse giusto per la comunità solo per accaparrarsi qualche voto in più. La politica è proprio questo: scegliere quello che è giusto per una comunità e non per il proprio tornaconto, elettorale. In gioco c’era la nostra salute, quella delle persone che realmente e per motivi seri non possono vaccinarsi.

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