Al centro il territorio. Perché sostengo Andrea Orlando

Mettersi in gioco per la propria comunità politica: un atto di generosità e forse, oggi, anche di coraggio quello di Andrea Orlando.

Credo, inoltre, che la sua figura politica sia l’unica in grado di ricostruire il progetto fondativo del PD, partendo dalle radici comuni del centrosinistra. Una figura che unisce e non divide.
Una figura in grado di riallacciare un dialogo con tutte le parti sociali che, negli anni, man mano, si sono allontanate da noi, anche per una nostra mancanza di ascolto.
Solo così si può rifondare la casa comune del PD, partendo dalle sue fondamenta, che sono un popolo variegato dalle diverse provenienze e sensibilità, che però si riconosce in quei valori di solidarietà, lotta alle disuguaglianze, equità e giustizia sociale.
Negli ultimi anni il Partito Democratico ha perso un po’ per strada la sua linfa vitale e il referendum del 4 Dicembre ne è stata una chiara dimostrazione. Ma l’errore più grande che il Pd possa fare è non riflettere sui risultati. I dati ci dicono che le periferie territoriali e sociali, e le generazioni under 35 hanno bocciato in massa la riforma Boschi. Questo è indicativo per il nostro partito e per il governo più giovane della storia repubblicana. E’ emerso un sentimento di forte distacco, insofferenza, rifiuto nei confronti delle istituzioni. Perché il Pd non è stato in grado di ridurre le distanze e le divisioni economiche e sociali che stanno creando una grossa frattura nel nostro Paese. Non è stato capace di coinvolgere tutti i diversi mondi che popolano i nostri territori, spesso dimenticandoseli. E’ irrinunciabile il riscoprire la dimensione sociale. E’ la sua natura. Lo è ancor di più, in chiave di unica alternativa alle destre e ai populismi ormai ben radicati in tutta Europa.
La vera alternativa che propone Andrea Orlando si costruisce con un progetto condiviso, che parte dai territori, dalla società civile, dalle associazioni, dagli enti locali, quelli più vicini ai cittadini, ai loro problemi. Avere a cuore la democrazia e l’uguaglianza significa soprattutto questo: ascoltare, capire e coinvolgere tutti quei mondi che ci hanno voltato le spalle il 4 dicembre. Queste sono le radici che ci permettono di affrontare ed essere preparati alle sfide della contemporaneità.
Nessuno deve rimanere indietro.
Viviamo nell’incubo di una imminente crisi economica ecologica e l’Italia ha davanti a sé la grande opportunità di porsi come un modello di benessere e civiltà per il resto del mondo. Occorrono investimenti, ma investimenti significano soprattutto piccole opere, nei comuni, nelle province italiane che non siamo riusciti a cancellare ma che abbiamo dimenticato.
Un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale può rappresentare una chiave di volta sia per la nostra economia, sia per l’occupazione che per il benessere dei cittadini.
Considerare questo settore cruciale creerebbe un circolo virtuoso: i settori del turismo e dell’agroalimentare (sempre più spinti e orientati dalla e alla sostenibilità) trarrebbero un enorme beneficio, così come quelli della ricerca e dell’innovazione.
“La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se stessa”
E’ una citazione di Franklin Roosevelt e che dopo più di mezzo secolo ritorna tremendamente attuale.
L’Italia è un Paese bellissimo, ma è un Paese fragile, di cui dobbiamo prenderci cura. Ha bisogno di una grande opera di manutenzione straordinaria, di prevenzione contro terremoti e alluvioni. Servono investimenti da concordare come priorità con l’Europa.
Mettere al centro della discussione pubblica il territorio e la sua tutela significa dare nuova forza al centrosinistra e alla nostra economia. Questo è un principio cardine del programma di Andrea Orlando, che sostengo per le primarie del prossimo 30 aprile.

Il 30 aprile si può scrivere una storia diversa per il Partito Democratico e per l’Italia votando Andrea Orlando.

5 Commenti

  1. Gentilissima On./le Bargero C.,su consiglio ed invito di suo padre domani mi recherò al Salone Tartara a votare per A. Orlando.Sono comunista da sempre ,ma non ho mai votato PD…soprattutto da quando è apparso sulla scena politica quel “giovane berlusconi”.Condivido pienamente le sue parole,spero sia pronta nella malaugurata ipotesi di vittoria del “giovane berlusconi”a lasciare il suo seggio in Parlamento solo così capirei e comprenderei totalmente le parole che ha scritto. Spero altresì faccia altrettanto l’On.Orlando…Per favore BASTA!!!! con la frase:”continuerò la mia lotta all’interno del PD”…parole che non sanno ne di lealtà ne di coerenza.Le auguro On./le ogni bene e buon lavoro per l’Italia che rappresenta.

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